martedì 11 agosto 2009

La crisi


La crisi
Uscire dalla crisi del capitalismo o uscire dal capitalismo in crisi di Samir Amin

Questo libro inizia rammentando non come si è svolta la crisi finanziaria (si possono trovare eccellenti presentazioni altrove), ma quali sono alle origini, le cause che la rendono fatale (prevedibile e correttamente prevista da alcuni), che io ho trovato nel passaggio al capitalismo degli oligopoli generalizzati e all’imperialismo collettivo, e non nell’espansione del credito (conseguenza e non causa).

Seguono due capitoli dedicati a una lettura del capitalismo sul lungo termine. All’inizio con un richiamo alla diversità delle risposte alle crescenti contraddizioni dei vecchi sistemi che si aprivano breccia qua e là (attraverso il contrasto Europa-Mediterraneo-Medio Oriente e il mondo cinese). Poi una presentazione del capitalismo storico (atlantico) destinato ad affermarsi come forma definitiva della risposta, basata sulla sua caratteristica più importante: l’accumulazione per esproprio. Il contrasto fra centro e periferie generato da questa forma storica permanente dell’accumulazione nel capitalismo storico determina a sua volta la contraddizione dominante che accompagna il capitalismo nel suo sviluppo e, su quella base, le lotte ingaggiate dalle sue vittime. La lotta dei popoli delle periferie ha determinato la prima ondata (nel XX secolo) e probabilmente determinerà per le stesse ragioni una seconda ondata nel XXI secolo.

Il richiamo ai progressi e regressi registrati dalle lotte per l’emancipazione dei lavoratori e dei popoli nel XX secolo (ma solo un richiamo) si impone oggi più che mai, all’alba della possibile apertura di una seconda ondata di quelle lotte.

Non è un caso se ho posto la “nuova questione agraria” (oggetto del capitolo seguente) al centro della sfida per il XXI secolo. Qui non si tratta di una scelta fra altre possibili. La mia tesi è che lo sviluppo delle lotte in questo campo e le risposte che saranno date al futuro delle società contadine del Sud (circa la metà dell’umanità) determineranno ampiamente la capacità o meno dei lavoratori e dei popoli di avanzare sulla via del socialismo.

La sfida è quella della costruzione/ricostruzione permanente dell’internazionalismo dei lavoratori e dei popoli contro il cosmopolitismo del capitale oligarchico. Nel capitolo dedicato a questa materia tento di dimostrare come e perché il discorso “umanista” proposto, e accettato dalla maggior parte delle sinistre quali sono oggi, esclude dalle sue considerazioni il confronto con questa sfida. L’ultimo capitolo tratta di Marx e del marxismo, del comunismo e dell’internazionalismo. Marx non è mai stato così utile e necessario per capire e trasformare il mondo, oggi come e più di ieri.



Samir Amin (Il Cairo 1931) dirige il Forum du Tiers Monde a Dakar ed è presidente del Forum Mondiale delle Alternative.

Ha insegnato in varie università ed è stato consigliere economico di alcuni paesi africani. Presso le Edizioni Punto Rosso sono stati pubblicati: La gestione capitalistica della crisi (1995), Le sfide della mondializzazione (1996), Le fiabe del capitale (1997, in co-edizione con La meridiana), Il sistema mondiale del secondo Novecento. Un itinerario intellettuale (1997), Fermare la Nato (1999), Il capitalismo del nuovo millennio (2001), Oltre il capitalismo senile. Per un XXI secolo non americano (2002), Il mondo arabo (2004, con Ali El Kenz), Per un mondo multipolare (2006), Altermondialista. Delegittimare il capitalismo. Ricostruire la speranza. Per la “Quinta Internazionale” (2007, con François Houtart).

Collana libri/FMA, pagg. 208, 13 euro
Traduzione dal francese di Nunzia Augeri

Collana: Libri - FMA
ISBN: 88-8351-120-4
Formato: 15x21 cm
Pagine: 208
Prezzo: 13.00 €
Data pubblicazione: giugno 2009

Edizioni Punto Rosso
edizioni@puntorosso.it

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